top of page

Bambino soldato: a questo bambino nessuno ha raccontato una favola


Bambino Soldato RDC

Il dramma del bambino soldato e il nostro dovere morale


Ieri ho pubblicato l’intervista a un bambino soldato che ho incontrato poche settimane prima della sua morte. Aveva 16 anni. È morto sul campo di battaglia, come tanti altri. Nessuno ne parlerà. Perché dovrebbe? L’italiano medio è troppo impegnato a seguire il gossip, a indignarsi per i problemi di Chiara Ferragni o a discutere del nulla. Eppure, questo ragazzo non era un numero, non era solo un corpo caduto nella polvere. Era una vita.


Non ho scelto la strada facile, non ho scelto di raccontare le storie che fanno comodo. Mi sporco le mani, mi addentro negli angoli bui del mondo per dare voce agli invisibili. Questo bambino era uno di loro. Come tanti, era stato strappato dalla sua infanzia e trasformato in una macchina da guerra. Perché? Perché qualcuno gli ha messo un fucile in mano. E quel qualcuno siamo anche noi. L’Occidente arma, finanzia, ignora. Poi si volta dall’altra parte.


Il business della miseria e la verità scomoda


Il fenomeno dei bambini soldato è una piaga radicata. Secondo le Nazioni Unite, sono almeno 350.000 i minori costretti a combattere in tutto il mondo. Africa, Medio Oriente, Asia: ragazzini strappati alle loro case, costretti ad assistere alle torture dei genitori, mutilazioni, massacri. Poi addestrati alla guerra, usati come carne da macello nelle battaglie, come spie in missioni suicide, come schiavi sessuali nei campi militari.


Molte ONG cavalcano la pornografia del dolore per trarne profitto. Spot emozionali, raccolte fondi milionarie, ma il cambiamento reale dov'è? Io non vendo compassione. Io racconto storie. Storie vere. Storie che fanno male. Questo bambino, che ho anche fotografato, non aveva bisogno di una campagna pubblicitaria. Aveva bisogno di vivere.


Un impegno concreto: cambiare il destino dei bambini soldato


Questi bambini non scelgono la guerra, la subiscono. Non hanno voce, non hanno possibilità di fuggire. Sono addestrati a non avere paura, a non avere speranza, a non chiedere pietà. Sono corpi sfruttati, menti annientate, infanzie cancellate.


E noi? Noi siamo gli spettatori silenziosi di un massacro che si ripete ogni giorno. Ci indigniamo per un attimo, poi torniamo alle nostre vite. Il vero orrore non è solo nei fucili che stringono tra le mani, ma nella nostra indifferenza, nel nostro voltare le spalle.


A questo bambino nessuno ha raccontato una favola.

 


Guarda le foto




Comments


bottom of page